

traduzione della pagina
http://huizen.ddsw.nl/bewoners/maan/imaging/camera/camera.html
a cura di
Maria Grazia Chieffo
La camera CCD è formata essenzialmente da tre parti.
1.
Il corpo macchina (Camera
body)
Il corpo macchina è la parte
meccanica della camera, contiene il
chip del CCD e lo protegge da luce esterna indesiderata. Può anche essere
montato sul telescopio.

Figura 1: corpo macchina
2.
Il chip CCD
Un chip CCD (Charge Coupled
Device: Dispositivo ad Accoppiamento di Carica) è un
dispositivo sensibile alla luce, fatto di silicio. E’ una sequenza di pixels sensibili alla luce. Quando la luce cade su di un
pixel, viene convertita in una carica elettrica.
Questa carica è catturata nel pixel, perciò non può muoversi in altri pixels. Più luce colpisce il pixel, più carica vi verrà accumulata. La
quantità di carica è una misura della quantità di luce percepita dal pixel.

Figura 2: il chip del CCD visto nella camera.

Figura
3: La parte sinistra mostra un'immagine
di un chip CCD TC245, la parte destra è una
rappresentazione di una piccola parte della sua superficie sensibile alla luce
con i singoli pixels.
Come si registra
un’immagine ?
Il telescopio proietta un’immagine sul chip del CCD. Aree molto
luminose produrranno più carica nei pixels rispetto
ad aree poco luminose. La quantità di carica in ogni pixel forma l’immagine. Il
computer può rilevare questa carica e convertirla in un’immagine.

Figura 4: il valore in ogni pixel dà la carica, che è legata all'intensità luminosa.
Com’è
un’immagine costruita col chip del CCD?
Si distinguono
principalmente tre fasi:
Generalmente non c’è un otturatore nella camera, quindi c’è sempre
luce che colpisce il chip del CCD. Se si vuole far
formare un’immagine, si devono rimuovere prima tutte le cariche dai pixels. Il chip del CCD è in grado di spostare ogni linea
verso il basso con impulsi elettrici. Tutta la carica in una linea verrà posta in quella sottostante. Ciò accade con tutte le
linee del chip contemporaneamente. La linea più in basso porrà interamente la
sua carica nella ‘clearing line’, dove poi sarà
rimossa. Quando tutte le linee sono andate via, non ci
sarà più alcuna carica residua. Questa fase richiede pochi millisecondi.

Figura 5:rimozione
delle cariche
Il telescopio proiettando l’immagine sul chip del CCD, fa sì che la
carica si accumuli nei pixels. Più a lungo si attende, più luce sarà registrata dal chip. Questa fase è
strettamente legata al tempo di esposizione, detto
anche ‘tempo d’integrazione’, poiché il chip “integra” la quantità di luce in
un certo tempo che dipende dall’oggetto fotografato. Fotografando

Figura 6: la matrice del CCD dopo 1 e 2 sec. di esposizione. La carica in ogni pixel è circa il doppio
Per avere l’immagine nel proprio computer,
bisogna leggere la quantità di carica in ogni pixel. C’è un dispositivo, il nodo
quantificatore di carica (charge detection node), nel chip del CCD che è in grado di misurare la
carica di ogni pixel. Quando il contenuto di un pixel viene fatto scorrere via, passa per questo dispositivo.
L’ultima linea in basso ha questo compito, fa scorrere i pixels
a sinistra in direzione di questo dispositivo. Così può essere misurato uno per
uno il loro
contenuto. Quando tutti i pixels di una linea sono
stati misurati, ogni linea sarà saltata al posto di quella inferiore.
Così si procede finchè non si
esauriscono le linee. Il computer può leggere le misure attraverso l’elettronica
posta nella camera. Questa fase dura pochi secondi. Una volta che il computer
ha raccolto tutte le misure, può mostrarne un’immagine.

Tipi di CCD
più usati
¶
Full frame device
Questo è il più semplice dispositivo, come quello descritto sopra. E’
usato nella camera CB211. Non può essere usato per fotografare
¶
Frame transfer device
Il chip del CCD nella camera CB245 ha un chip TC245 della Texas
Instruments. Con questo tipo di chip, metà parte, quella inferiore, è protetta dalla luce. L’immagine è
formata nella metà superiore del chip. Non appena finito di formare l’immagine,
questa sarà trasferita dalla metà superiore a quella inferiore,
dove sarà protetta dalla luce. Per questo ci vorranno solo pochi millisecondi. C’è abbastanza tempo, in quest’area,
per leggere l’immagine. Questo tipo di dispositivo può essere usato per
fotografare

Figura 7: CCD TC245 diviso in due parti.
¶
Interline transfer device
Una linea ogni due è protetta dalla luce. Durante l’integrazione solo una linea
riceve luce. Alla fine questa linea viene spostata
nella linea protetta, dove sarà letta dal computer. Questo tipo di dispositivo
può essere usato per fotografare i pianeti,
3. Componenti
Elettronici
I componenti elettronici della camera fungono
da collegamento tra il chip del CCD ed il computer. Quest’ultimo
ha il compito di controllare la camera attraverso i suoi componenti
elettronici. Per spostare le linee sul chip del CCD, c’è bisogno degli impulsi
dei segnali di clock che devono essere generati da componenti
elettronici posti nel chip del CCD o, come nel caso della camera CB245, dal
computer. In questo caso gli impulsi devono essere convertiti in valori
compatibili e leggibili dal chip del CCD. Un altro importante compito è la
conversione del segnale output analogico del “charge
detection node” in un formato digitale che il
computer può leggere. La conversione è fatta da un ADC (Analog
to Digital Converter: Convertitore Digitale-Analogico) che
naturalmente impiega più tempo per la fase di lettura.
La camera CB245 ha bisogno di due unità elettroniche:
Questa unità è montata sul corpo macchina. Amplifica il segnale
analogico dal chip del CCD e converte i segnali di clock.
Questa unità
connette il computer al preamplificatore. Converte i
segnali del computer ed anche il segnale analogico dal chip CCD in formato digitale.

Figura
8: a sinistra
la camera ed il preamplifier, a destra l'interface card.

Figura 9: componenti elettronici interni.
Il Software
Il software nel computer che permette di controllare
la camera è chiamato software di acquisizione. Non ci
si deve preoccupare dei segnali di clock, delle conversioni, della fase di
clearing e di altre cose. Bisogna solo immettervi dati
concernenti dove memorizzare l’immagine, su hard disk o altro tipo di memoria e
scegliere le opzioni più opportune al trattamento ed
alla gestione dell’immagine.