Thursday 2010/9/9 4.24.02  

Trasferta di "Cansano"
(24 aprile 2007)


Gruppo I:
- Franco Ruggieri, UAN-FISA
- Rita Napolitano, UAN

Gruppo II:
- Carmen Perrella, UAN
- Dario Castellano, UAN
- Rosario Scerbo, UAN
- Maddalena Sangiovanni, UAN
- Michele Budetta
- Anna Lombardi

All'ultimo minuto, per motivi indipendenti dalla sua volontà, ha dovuto
rinunciare alla trasferta Mimmo Cesiro, che avrebbe dovuto far parte del
primo gruppo.

Il Gruppo I, partito poco dopo le 15, raggiunge l'obbiettivo - il Parco
Archeologico di Ocriticum, località Cansano - intorno alle 18.
Il cielo è nuvoloso ma con ampie schiarite verso nord e verso ovest, un
vento di sei nodi in quota da ENE lascia sperare in un miglioramento.
Viene montata la strumentazione presso il tempio di Ercole e collaudata "a
terra" per assicurarsi che tutto funzioni in modo corretto. Ora non resta
che aspettare che faccia buio.
La luce si abbassa intorno alle 19.30 ma non perché il Sole sia tramontato,
piuttosto perché il cielo si è coperto completamente e comincia a
piovigginare.
Una copertura di fortuna viene allestita sugli strumenti e poi ci si rifugia
sotto la tettoia del cosiddetto "hortus delle dee", un tempietto minore a
circa 250 metri da quello di Ercole.
Continua a piovigginare con alterne pause fin quando, intorno alle 21, non
decido di chiamare il Gruppo II per invitarli a tornare indietro,
rinunciando. Ma questi sono ormai a pochi chilometri dalla meta e si decide
di incontrarsi nella piazza di Cansano per decidere sul da farsi.

Smontata la strumentazione (continua, a tratti, a piovigginare), ci si
incontra tutti presso un piccolo bar che espone un'improbabile insegna di
"bistrot" :-)
Facciamo colazione insieme finché non si decide a piovere sul serio. A
questo punto ci ripariamo sotto la tettoia del "locale notturno" e, davanti
a qualche bibita e ad un caffè decente, inizia un'interessante conversazione
sulle correlazioni fra astronomia ed archeologia presso le popolazioni di
lingua osca. Dopo un po' veniamo interrotti dallo scemo-del-paese che,
ubriaco fradicio, cerca di offrirci una dotta disquisizione prima sulle sue
"fiamme" di gioventù poi sulle proprie insigni conoscenze di linguistica
acquisite nel corso di una lezione tenuta anni prima da un celebre
professore mai sentito nominare.
Nel tentativo di dimostrare che l'Abruzzese è la lingua più antica e
importante del mondo, ci parla di "parsi" e "paposce", le uniche due parole
che ricorda sia pure senza averne afferrato il significato (il parsi è una
lingua mediorientale parlata nel II e I millennio avanti Cristo, di origine
semitica; le paposce sono vecchie pantofole napoletane - ed altro che non
cito - che traggono la propria etimologia dall'arabo 'babusc', calzatura con
la punta rivolta verso l'alto).
Dopo reiterati, cortesi tentativi di Rosario di interrompere quel torrente
di frasi sconnesse, perdo la pazienza e lo mando a... quel paese. In
direzione del quale il curioso personaggio si avvia mesto, borbottando
minacciosi propositi di rappresaglia.

Sono ormai passate le ventitré, la pioggia è cessata e decidiamo di avviarci
nuovamente verso Ocriticum, almeno per far visitare agli amici la zona
archeologica.
La visita notturna è suggestiva ma poco prima di mezzanotte appare la Luna
al primo quarto e Vega si affaccia fra le nubi.
A tempo di record rimontiamo la bussola tacheometrica sul suo trespolo,
riposizioniamo la palina e... eccola lì, la Stella Polare!
A mezzanotte precisa rileviamo a 0° di azimut ed a 42° di altezza la sua
posizione precisa.
Confrontati i risultati con il polo nord magnetico indicato dalla bussola,
rileviamo senza alcuna ombra di dubbio che la declinazione magnetica (angolo
compreso fra le direzioni dei due poli) è di DUE gradi.
Il mistero è risolto!
L'orientamento dei tre templi principali di Ocriticum (paralleli) è quindi
di 127° anziché di 125°.
Franco Ruggieri







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