{"id":2984,"date":"2019-04-16T09:46:16","date_gmt":"2019-04-16T07:46:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/?p=2984"},"modified":"2020-05-21T15:12:39","modified_gmt":"2020-05-21T13:12:39","slug":"come-appare-un-buco-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/2019\/04\/16\/come-appare-un-buco-nero\/","title":{"rendered":"Come appare un buco nero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>10 aprile del 2019<\/strong> abbiamo scritto un&#8217;altra pagina di storia dell\u2019astronomia, voi direte perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019essere umano \u00e8 riuscito a \u201cvisualizzare\u201d un buco nero senza utilizzare simulazioni al computer ma osservandolo direttamente, non nella luce visibile, chiariamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di parlare di qualcosa dovremmo prima di tutto definirne le fattezze, bene, il buco nero che vedete nell\u2019immagine, o meglio, radiomappa \u00e8 un <strong>buco nero supermassiccio<\/strong> posizionato al centro della galassia M87, la sua massa \u00e8 pari a 6.5 miliardi di masse solari ed \u00e8 lontano da noi circa 55 milioni di anni luce. Tecnicamente non abbiamo &#8220;fotografato&#8221; il buco nero n\u00e9 visto il suo Orizzonte degli Eventi ma abbiamo appreso come si presentano alla nostra indagine le zone ad esso prossime che lo contengono.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2985\" aria-describedby=\"caption-attachment-2985\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2985\" src=\"https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1200px-Black_hole_-_Messier_87-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1200px-Black_hole_-_Messier_87-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1200px-Black_hole_-_Messier_87-768x447.jpg 768w, https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1200px-Black_hole_-_Messier_87-1024x596.jpg 1024w, https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1200px-Black_hole_-_Messier_87.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2985\" class=\"wp-caption-text\">Il buco nero al centro di M87.<\/figcaption><\/figure>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">In accordo con la Relativit\u00e0 Generale, se immerso in questa zona, un buco nero crea una regione oscura simile a un\u2019ombra: pertanto, dall\u2019osservazione diretta, ci si aspetta di vedere la sua ombra come manifestazione dell\u2019ultima regione dello spaziotempo in cui i fotoni e le altre particelle vanno a cadere. Quest\u2019ombra, causata dalla deflessione gravitazionale e dalla cattura della luce dall\u2019orizzonte degli eventi, ci fornisce le caratteristiche dinamiche e morfologiche di questi oggetti astrofisici (fonte INAF).<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi <strong>sull\u2019Orizzonte degli Eventi<\/strong> non c\u2019\u00e8 legge fisica che tenga, la gravit\u00e0 \u00e8 talmente elevata che qualsiasi particella arrivi viene deflessa creando di fatto una zona dove tutta la materia gravita intorno al buco nero a velocit\u00e0 prossime a quelle della luce. Quindi se stavate programmando un viaggio per <strong>M87<\/strong> per godere dello spettacolo devastante della natura in tutta la sua potenza, vi suggerirei di cambiare meta e pensare magari alle Maldive, si sa lo spazio \u00e8 freddo, poi l\u2019intorno c\u2019\u00e8 troppa materia, potrebbe la gravit\u00e0 dirottare la vostra navicella, troppi rischi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a noi, per ottenere questa <strong>\u201cradiomappa\u201d<\/strong> \u00e8 stato impiegato non un solo radiotelescopio ma una rete di radiotelescopi, sparsa per il mondo, chiamata <strong>EHT \u2013 Event Horizon Telescope<\/strong>, tramite la tecnica VLBI (very-long baseline interferometry, interferometria radio a lunga distanza) che utilizza una lunghezza d\u2019onda di 1,3mm corrispondente a una frequenza di 230GHz. Tramite questa tecnica sono stati raccolti circa cinque petabyte di dati ovvero cinque milioni di gigabyte tanto che colei che ha elaborato i dati, tramite un algoritmo da lei scritto, <strong>Katie Bouman<\/strong>, ha ricevuto fisicamente gli hard disk contenenti questi dati poich\u00e9 con le attuali connessioni ci sarebbero voluti mesi interi per trasmettere tutte le informazioni da un posto all\u2019altro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2989\" aria-describedby=\"caption-attachment-2989\" style=\"width: 421px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2989\" src=\"https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/eht_with_title_30march-300x147.jpg\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/eht_with_title_30march-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/eht_with_title_30march-768x376.jpg 768w, https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/eht_with_title_30march-1024x502.jpg 1024w, https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/eht_with_title_30march.jpg 1279w\" sizes=\"auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2989\" class=\"wp-caption-text\">Infografica che rappresenta la rete di radiotelescopi citati nell&#8217;articolo e utilizzati per l&#8217;esperimento.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come hanno verificato che le loro osservazioni erano scientificamente corrette?<\/strong> Le radiomappe ottenute rispettavano le formulazioni teoriche e le simulazioni al pc prendendo in considerazione la fisica che regola questi fenomeni e quindi la radiomappa risultava corrispondere esattamente alla realt\u00e0. Voi vi starete chiedendo perch\u00e9 \u201cradiomappa\u201d? Sappiamo che ci sono tanti modi di vedere, basti guardare l\u2019immagine dello spettro visibile, che corrisponde a una piccola porzione della luce, infatti, spostandoci a lunghezze d\u2019onda maggiori possiamo vedere con altri strumenti (radiotelescopi) le onde radio che, rispetto alla luce, sono un&#8217;altra forma di radiazione elettromagnetica. Quindi per questa ragione si parla di \u201cradiomappa\u201d e non di una immagine classica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2991\" aria-describedby=\"caption-attachment-2991\" style=\"width: 635px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2991\" src=\"https:\/\/www.unioneastrofilinapoletani.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/spettro_new.gif\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"232\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2991\" class=\"wp-caption-text\">Spettro della luce, le osservazioni sono state fatte al di fuori della luce visibile dello spettro, pi\u00f9 precisamente, nelle onde radio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non vi \u00e8 chiaro qualcosa scrivetecelo nei commenti, mi raccomando condividete!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <a href=\"http:\/\/home.infn.it\/it\/comunicazione\/comunicati-stampa\/3520-ecco-la-prima-immagine-di-un-buco-nero\">http:\/\/home.infn.it\/it\/comunicazione\/comunicati-stampa\/3520-ecco-la-prima-immagine-di-un-buco-nero<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 aprile del 2019 abbiamo scritto un&#8217;altra pagina di storia dell\u2019astronomia, voi direte perch\u00e9? 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