
(Lamia, V a.C.? o II a.C.?)
Assieme all’accadica En Hedu’Anna e all’egizia Aganice, Aglonice è considerata la terza vera astronoma dell’antichità, chiamata “sacerdotessa della Luna”. E` stata la prima astronoma greca di cui si ha notizia.
Negli scritti di Plutarco e di Apollonio Rodio viene citata come figlia di Egetore o di Egemone di Tessaglia. Il suo nome significa “vittoria splendente” o “vittoria della luce”, ma oltre questo non si sa molto di lei, solo che nacque e visse a Lamia, città che sorge nell’entroterra della Grecia Centrale, a metà strada fra Atene e Larissa, annessa poi alla Tessaglia.
Aglonice avrebbe ricevuto la sua istruzione in Mesopotamia, dove si sarebbe formata come sacerdotessa, acquisendo conoscenze matematiche e astronomiche.
Nel testo di Gabriella Bernardi si legge:
“Nonostante le affermazioni di Platone a favore dell’educazione delle donne, le donne in Grecia non godevano degli stessi diritti degli uomini. Al contrario, la società greca era fortemente guidata dagli uomini, ma nonostante ciò il padre di Aglaonike non ostacolò gli interessi della figlia, permettendole di studiare l’astronomia babilonese che aveva descritto accuratamente i cicli lunari. Con questa conoscenza riuscì a prevedere con successo le eclissi di Sole e Luna definendo esattamente i loro tempi e luoghi. I suoi contemporanei furono impressionati dalle sue previsioni, e non essendo in grado di capire la sua conoscenza, la consideravano una strega, mentre in altri casi le sue abilità e il fatto di essere una donna erano causa di grande ostilità.”
Era in grado dunque di predire le eclissi lunari in quanto aveva compreso il meccanismo che stava dietro al fenomeno: il cosiddetto “ciclo di Saros”, un ciclo di 223 mesi, ovvero 18 anni, 11 giorni e
8 ore, al termine del quale si ripetono, seppur non proprio esattamente, le stesse eclissi solari e lunari.
Secondo Plutarco e altri studiosi greci Aglonice fece credere di essere lei stessa, con l’arte magica, a nascondere la Luna e che la facesse scendere giù per ritrovare l’amante Endimione. Veniva chiamata strega ed era a capo di un gruppo di donne sue seguaci, etichettate come “Streghe di Tessaglia”, studiose del cielo molto attive durante il III secolo a.C., ma ritenute invece donne capaci di poteri sovrannaturali che perfino gli dei temevano.
Le sue conoscenze purtroppo le valsero l’appellativo di strega, in quanto in tutta la Tessaglia si sparse la voce che riuscisse, con i suoi “poteri magici”, a far scomparire e riapparire la Luna, ma in realtà era una donna che osservava il cielo e studiava in particolare il movimento della Luna.
L’Unione Astronomica Internazionale (IAU), nel 1991, per il suo contributo scientifico ha dato il suo nome ad un cratere da impatto su Venere, restituendole così il giusto riconoscimento di attenta osservatrice del cielo piuttosto che strega!

Latitudine 26,4° S
Longitudine 339,9° E
Diametro 63,7 km

Fonti:
Palumbo V. “L’epopea delle lunatiche. Storie di astronome ribelli” a cura di M. Temporelli, Hoepli, 2018 Zusi L., “Eclissi di Luna nel mondo antico, l’Astronomia” n. 100 (giugno 1990) Wikipedia – Aglaonice
Bernardi G. “Le sorelle dimenticate” ed. Springer
NASA
