Carolyn Jean Spellmann Shoemaker

Gallup, New Mexico 24 giugno 1929 – Flagstaff, Arizona 13 agosto 2021

Carolyn Jean Spellmann Shoemaker nacque il 24 giugno 1929 a Gallup, nel New Mexico, ma crebbe a Chico, in California. Da giovane non mostrò un particolare interesse per la scienza: le sue passioni erano piuttosto umanistiche e letterarie. Studiò infatti storia, scienze politiche e letteratura inglese al Chico State College (oggi California State University, Chico), conseguendo una laurea che le permise di abilitarsi all’insegnamento nelle scuole medie.

Un incontro cambiò però radicalmente la sua vita. Nel 1950, durante il matrimonio di suo fratello, conobbe Eugene “Gene” Shoemaker, un brillante geologo che stava costruendo la sua carriera nel campo della geologia planetaria. Tra i due nacque una fitta corrispondenza epistolare, che sfociò in un amore profondo: si sposarono il 18 agosto 1951. Dopo il matrimonio, Carolyn tentò inizialmente la carriera di insegnante di scuola media, ma si rese presto conto che quella strada non la appassionava. Decise quindi di lasciare il lavoro per dedicarsi alla famiglia: con Gene ebbe tre figli e si stabilirono a Flagstaff, in Arizona, negli anni Sessanta.

Pur non avendo una formazione scientifica, Carolyn cominciò a sviluppare un interesse per la geologia e, in seguito, per l’astronomia, semplicemente ascoltando il marito. Le spiegazioni appassionate di Gene accesero in lei una curiosità crescente, che si trasformò in vera e propria vocazione quando i figli furono ormai grandi.

A 51 anni decise di intraprendere seriamente lo studio dell’astronomia, incoraggiata dal marito. Cominciò a collaborare come studentessa presso il Lowell Observatory e si specializzò nell’uso di una tecnica particolarmente impegnativa: la stereoscopia, che permette di confrontare fotografie celesti per individuare minime differenze tra di esse, segnalando così la presenza di asteroidi o comete in movimento. Carolyn raccontava con ironia che questo lavoro richiedeva “buona vista, pazienza e un pizzico di ostinazione” – qualità che lei possedeva in abbondanza.

Carolyn e Gene, www.nytimes.com

La sua carriera prese avvio ufficialmente nel 1980, quando iniziò a collaborare con il California Institute of Technology e con l’Osservatorio Palomar in California. Lo stesso anno fu assunta dall’U.S. Geological Survey come scienziata ospite e, in seguito, divenne docente e ricercatrice di astronomia presso la Northern Arizona University.

Concentrò la sua attività nella ricerca di comete e asteroidi con orbite che intersecano quelle dei pianeti e i risultati non tardarono ad arrivare: Carolyn scoprì o co-scoprì 32 comete (un record mondiale per un singolo individuo) e oltre 500 asteroidi, molti dei quali con orbite pericolose perché incrociavano quella della Terra.

L’apice della sua carriera arrivò il 24 marzo 1993, quando, insieme al marito Gene e all’amico e collega David H. Levy, individuò una cometa destinata a passare alla storia: la Shoemaker–Levy 9. Era la prima cometa mai osservata in orbita attorno a un pianeta, Giove, anziché intorno al Sole. Le forze mareali del gigante gassoso la frantumarono in più di venti pezzi, che nell’estate del 1994 si schiantarono contro il pianeta in una sequenza spettacolare, osservata da astronomi di tutto il mondo. L’evento divenne un momento storico: per la prima volta l’umanità assisteva “in diretta” a una collisione cosmica.

Questa è una foto composita di immagini separate di Giove e della cometa Shoemaker–Levy 9 scattate dal Telescopio Spaziale Hubble. L’immagine mostra 21 frammenti della cometa. La macchia scura sul pianeta è l’ombra di Io, una delle lune più grandi di Giove. L’immagine della cometa con i 21 frammenti è stata scattata il 17 maggio 1994, mentre l’immagine di Giove è stata scattata il 18 maggio 1994.
 NASA, ESA, H. Weaver ed E. Smith (STScI) e J. Trauger e R. Evans (Jet Propulsion Laboratory della NASA)

Riguardo a quella scoperta Carolyn raccontò che, osservando le lastre fotografiche, le sembrò di vedere una fila di punti come “perle su una collana”. Non era un difetto ottico, ma la cometa frammentata che avrebbe reso celebre il suo nome.

La sua vita non fu però priva di tragedie. Nel 1997, durante un viaggio in Australia, lei e Gene furono coinvolti in un grave incidente stradale: Gene morì, mentre Carolyn riportò ferite gravi. Nonostante il dolore e la perdita, continuò a dedicarsi all’astronomia, mantenendo vivo il ricordo del marito e proseguendo le ricerche che avevano intrapreso insieme.

Si spense il 13 agosto 2021 a Flagstaff, in Arizona, all’età di 92 anni. È stata una figura straordinaria non solo per i suoi successi scientifici, ma anche per la sua storia personale: una donna che, senza formazione scientifica iniziale e iniziando tardi la sua carriera, seppe conquistarsi un posto di rilievo nella storia dell’astronomia mondiale. La sua vicenda dimostra che la curiosità, la determinazione e la passione possono aprire strade sorprendenti in qualsiasi fase della vita.

La comunità scientifica le riconobbe numerosi premi:

  • Medaglia Rittenhouse della Rittenhouse Astronomical Society (1988)
  • Scienziato dell’anno (1995)
  • Dottorato honoris causa (1996) — Northern Arizona University, Flagstaff, AZ
  • Exceptional Scientific Achievement Medal (1996) — NASA (U.S. National Aeronautics and Space Administration)
  • James Craig Watson Medal (1998) — National Academy of Sciences (USA)

Le sono stati dedicati i seguenti oggetti:

  • Asteroide 4446 Carolyn: Scoperto il 15 ottobre 1985 dall’astronomo Edward Bowell, si tratta di un asteroide della fascia principale dedicato a Carolyn Shoemaker in riconoscimento dei suoi contributi all’astronomia.
  • Comete Shoemaker-Levy: Anche se portano il nome Shoemaker in quanto co-scopritrice insieme a Eugene Shoemaker e David Levy, queste comete – in particolare la celebre Cometa Shoemaker-Levy 9 (nota anche come D/1993 F2) – sono indirettamente a lei dedicate per la partecipazione fondamentale nelle scoperte. La cometa Shoemaker-Levy 9 fu la prima ad essere osservata durante un impatto planetario, precipitando su Giove nel luglio 1994.
Le immagini della scoperta della cometa Shoemaker-Levy 9, scattate da David Levy il 23 marzo 1993. L’anno successivo, la cometa ha impattato Giove.

Riferimenti:

Carolyn Jean Spellmann Shoemaker – Wikipedia

Carolyn Shoemaker (1929-2021) – NASA Science

Carolyn Jean Spellmann Shoemaker (1929–2021) | High Altitude Observatory

Carolyn Spellman Shoemaker — Chico High School Foundation

Comet Shoemaker–Levy 9 – Wikipedia