Margherita Hack

Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013

Margherita Hack nacque a Firenze il 12 giugno del 1922. Il padre, Roberto Hack, era contabile di origini svizzere protestanti, mentre la madre, Maria Luisa Poggesi, era una cattolica toscana laureata all’Accademia di Belle Arti e miniaturista alla Galleria degli Uffizi. Entrambi aderirono alla Società Teosofica Italiana, abbandonando la loro religione d’origine, ma non imponendo mai un credo religioso alla figlia e lasciandole la libertà di formarsi un’opinione personale a riguardo.

Nel 1940 si diplomò al Liceo Classico “Galileo” di Firenze, senza poter sostenere l’esame a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Si iscrisse in seguito all’Università degli Studi di Firenze, dove inizialmente frequentò il corso di Lettere, per poi passare a Fisica.

Nel 1944 sposò Aldo De Rosa, con il quale condivise tutta la vita.

Il 7 dicembre 1945 si laureò con una tesi di astrofisica sulle stelle Cefeidi, elaborata all’Osservatorio di Arcetri, sotto la guida di Giorgio Abetti.

Dopo la laurea, Hack intraprese una brillante carriera accademica.

Nel 1954 iniziò a lavorare all’Osservatorio astronomico di Merate e vi rimase fino al 1963, anni durante i quali teneva corsi di astrofisica e radioastronomia all’Istituto di Fisica dell’Università di Milano. Costantemente supportata dal marito, collaborò con diverse università e istituti stranieri, in qualità di ricercatrice, a Berkeley, Princeton, Città del Messico, Parigi.

Dal 1964 al 1987 fu professoressa ordinaria di astronomia all’Università di Trieste e direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, diventando la prima donna italiana a ricoprire questo ruolo. Sotto la sua guida, l’osservatorio divenne uno dei più importanti d’Europa.

Collaborò con numerosi osservatori e istituzioni internazionali, tra cui quelli dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e della NASA e fu membro delle principali società astronomiche internazionali, come la IAU (International Astronomical Union), la SAIt (Società Astronomica Italiana) e l’Accademia dei Lincei come socia nazionale nella classe di scienze fisiche, matematiche e naturali.

Margherita Hack fu una grande divulgatrice scientifica, nota per la sua capacità di spiegare concetti complessi con chiarezza e passione. Pubblicò numerosi libri di divulgazione e nel 1978 fondò la rivista bimestrale “L’Astronomia”.

Hack fu una figura pubblica molto attiva anche in ambiti non strettamente scientifici, come ad esempio il campo sociale e politico.

Atea convinta, sosteneva che l’etica non dovesse necessariamente derivare dalla religione, ma da principi di coscienza come il rispetto dell’individualità e della libertà altrui.

Si espresse a favore del diritto all’eutanasia, dei diritti e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, dell’ambiente e della tutela degli animali, essendo lei stessa vegetariana sin da bambina.

Fu insignita di numerosi premi scientifici e civili, tra cui, nel 1994, la Targa Giuseppe Piazzi per i suoi contributi alla ricerca scientifica e, l’anno successivo, il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica. Si interessò principalmente di stelle in rapida rotazione, note come stelle ad emissione B, che emettono grandi quantità di materiale e a volte formano anelli o inviluppi stellari, e di stelle ad inviluppo esteso. Le sue ricerche riguardarono anche la spettroscopia dei sistemi a stelle binarie, nei quali le due componenti sono così vicine da interagire, e delle stelle simbiotiche.

Nel 1998 ottenne la Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura. Nello stesso anno le venne intitolato l’asteroide 8558 Hack, scoperto nel 1995, appartenente alla porzione più esterna della fascia principale e del diametro di circa 7,7 km.

Margherita Hack morì il 29 giugno 2013 a Trieste, all’età di 91 anni, dopo essere stata ricoverata per problemi cardiaci in seguito ad una lunga malattia.

Ad oggi è ricordata come una delle menti più brillanti della scienza italiana contemporanea e come una delle voci più libere e autorevoli della cultura laica. Il suo impegno per una scienza aperta a tutti e al servizio dell’umanità l’ha resa un simbolo di razionalità, passione e integrità intellettuale.

Le è stato dedicato un cratere sulla superficie di Marte di 69 km di diametro.

il cratere Hack
localizzazione del cratere sulla superficie di Marte

Bibliografia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Hack

http://www.margheritahack.it/cenni_biografici.php

https://www.donnescienza.it

https://planetarynames.wr.usgs.gov/Feature/16398