Sharon Christa Corrigan McAuliffe

(2 settembre 1948 Boston – 28 gennaio 1986 Cape Canaveral)

Insegnante di inglese e di storia americana, Sharon Christa Corrigan nacque a Boston il 2 settembre 1948 da madre libanese e da padre irlandese. Era la primogenita di cinque figli. Quando Christa era ancora bambina, la famiglia si trasferì da Boston a Framingham, dove frequentò la Marian High School, diplomandosi nel 1966. Proprio lì conobbe Steve McAuliffe, che sarebbe diventato suo marito.

All’età di quattordici anni assistette all’impresa di John Glenn, il primo americano a orbitare attorno alla Terra. Da quel momento sognò di diventare astronauta, ma la passione alla quale avrebbe dedicato la propria vita fu l’insegnamento.

Nel 1970 conseguì la laurea in Educazione e Storia presso il Framingham State College. Nello stesso anno sposò Steve McAuliffe e da allora assunse il cognome del marito, diventando Christa McAuliffe. I giovani sposi si trasferirono quindi nell’area di Washington, dove Steve frequentò la Georgetown Law School. Prima della nascita del loro primo figlio, Scott, Christa iniziò a lavorare come insegnante di storia americana e studi sociali.

Nel 1978 conseguì una laurea specialistica in Educazione Supervisione e Amministrazione scolastica presso la Bowie State University. Successivamente con la famiglia si trasferì a Concord, nel New Hampshire, dove Steve accettò un incarico come assistente del procuratore generale dello Stato. Qui nacque la loro seconda figlia, Caroline. Christa rimase per un periodo a casa per occuparsi dei figli, continuando tuttavia a cercare un impiego. In seguito ottenne un incarico di insegnamento presso la Bow Memorial School e successivamente alla Concord High School.

Nel 1984 venne a conoscenza del progetto della NASA, promosso dal presidente Ronald Reagan, che prevedeva di portare nello spazio un insegnante attraverso il programma Teacher in Space. Presentò la propria candidatura quasi all’ultimo momento e con grande scetticismo. Nell’estate dello stesso anno superò una prima selezione tra oltre 11.500 candidati provenienti da tutta la nazione. Nel luglio 1985 fu scelta tra i dieci finalisti grazie al suo entusiasmo e alle sue capacità comunicative. La NASA aveva previsto anche una sua eventuale sostituta Barbara Morgan nel caso in cui ci fossero stati degli inconvenienti. Ma Sharon era in forma e motivata e nel settembre 1985, iniziò l’addestramento presso il Johnson Space Center, con il timore di essere considerata un’estranea dagli astronauti professionisti. Tuttavia la NASA le aveva assegnato la qualifica ufficiale di seconda specialista di carico e ben presto fu anche accolta con grande stima dal resto dell’equipaggio e diventando a tutti gli effetti un membro dello Space Shuttle Challenger, destinato alla missione STS-51-L.

Christa ricopriva il ruolo di Payload Specialist e avrebbe dovuto svolgere esperimenti di cromatografia, idroponica, magnetismo e dinamica dei fluidi. Il suo obiettivo era raccontare l’esperienza attraverso un diario e tenere due lezioni in diretta dallo spazio, destinate a milioni di studenti.

In un’intervista dichiarò: «Questa è la nuova frontiera là fuori, ed è affare di tutti conoscere lo spazio.»

Il lancio era stato inizialmente fissato per il 22 gennaio 1986, ma, a causa di alcuni imprevisti, fu posticipato prima al 23 e poi al 24 gennaio. Tuttavia, anche il 24 gennaio non fu possibile procedere, poiché le previsioni meteorologiche a Dakar, in Senegal, indicavano condizioni di turbolenza. La nuova data utile divenne quindi il 27 gennaio, ma anche questa fu annullata a causa di un guasto al sistema antincendio verificatosi durante il rifornimento di idrogeno liquido. Finalmente nella fredda mattina del 28 gennaio 1986, alle ore 11:38 partì il countdown. Sulle tribune del Kennedy Space Center erano presenti i familiari, gli amici e gli studenti di Christa.

Settantatré secondi dopo il decollo, ad una velocità doppia di quella del suono, lo Space Shuttle Challenger andò distrutto nei cieli della Florida. La navicella fu disintegrata dalle violenti forze aerodinamiche ma la cabina dell’equipaggio resistette, continuando la propria traiettoria per poi precipitare. Gli astronauti non morirono immediatamente, nonostante le forze alle quali furono sottoposti dopo il distacco del modulo. La causa della morte fu l’impatto con l’Oceano avvenuto a più di 330 km/h dopo tre minuti di caduta. Si pensa che almeno tre astronauti fossero coscienti perché furono attivate tre delle sette riserve di ossigeno dei caschi.

Tutti i sette membri dell’equipaggio persero la vita: il comandante Francis R. Scobee, il pilota Michael J. Smith, gli specialisti di missione Ronald E. McNair, Ellison S. Onizuka e Judith A. Resnik, e gli specialisti del payload Gregory B. Jarvis e Sharon Christa McAuliffe.

I resti identificabili furono resi alle famiglie il 29 aprile 1986; Christa riposa nel cimitero del Calvario a Concord, New Hampshire.

Per accertare le cause dell’incidente, nel 1986 venne istituita da Ronald Reagan, una commissione d’inchiesta, presieduta da William P. Rogers, ex Segretario di Stato, e dal vicepresidente Neil Armstrong.

Le cause tecniche dell’incidente furono chiarite dal fisico e premio Nobel Richard Feynman, che, durante una celebre udienza pubblica, dimostrò come una guarnizione ad anello (O-ring) utilizzata nei giunti dei razzi propulsori perdesse elasticità alle basse temperature. Immergendo la guarnizione in un bicchiere di acqua ghiacciata, mostrò come il freddo della notte precedente al lancio ne avesse compromesso il funzionamento. Feynman raccontò l’episodio anche nel libro “Che t’importa di cosa dice la gente?” nel quale denunciò come alcuni dirigenti della NASA avessero sottovalutato rischi già noti pur di non ritardare il programma dei voli.

I voli nello spazio con equipaggio ripresero dopo due anni.

Nell’aprile del 1986 le famiglie degli astronauti del Challenger, al fine di onorare la memoria dei loro cari,  proposero un programma di educazione scientifica, tanto cara a Christa.

Nel 1988 venne quindi inaugurato a Houston, in Texas, il primo Challenger Center, con l’obiettivo di rafforzare l’insegnamento delle discipline STEM e avvicinare gli studenti all’esplorazione spaziale.

Presso la Framingham State University è stato inoltre fondato il McAuliffe Center for Integrated Science Learning, un istituto che offre corsi di formazione e aggiornamento per docenti e studenti, promuovendo l’educazione scientifica e spaziale.

I filmati dei test effettuati da Crista McAuliffe durante i brevi periodi di addestramento in assenza di gravità possono essere consultati sul sito della NASA e del Challenger Center.

«Christa McAuliffe ufficialmente non viene considerata un’astronauta, perché non superò mai la cosiddetta Linea di Kármán: una superficie immaginaria situata a cento chilometri dal livello del mare, che separa convenzionalmente l’atmosfera terrestre dallo spazio cosmico»

(cit. Piergiorgio Odifreddi)

Memoria

A Christa McAuliffe sono stati dedicati l’asteroide 3352 McAuliffe e un cratere lunare di circa 19 km di diametro.

Onorificenze

Nel 2004 il presidente George W. Bush conferì postumamente  a tutti i membri dell’equipaggio del Challenger la Congressional Space Medal of Honor.

Nel 2017 e nel 2018 la NASA dedicò numerose iniziative al progetto Year of Education. In tale occasione gli astronauti Joe Acaba e Ricky Arnold, entrambi provenienti dal programma Educator Astronaut Project, annunciarono l’intenzione di riprendere e valorizzare il progetto educativo ideato da Christa McAuliffe.

Fonti

  • https://www.nasa.gov/wp-content/uploads/2016/01/mcauliffe.pdf?emrc=6a4c7b61e1d2b
  • https://www.governor.nh.gov/sites/g/files/ehbemt336/files/inline-documents/mcauliffe-program-booklet.pdf
  • https://www.donnenellascienza.it/protagoniste/protagoniste-di-ieri/christa-mcauliffe/biografia/
  • https://www.queryonline.it/2022/01/28/christa-mcauliffe-il-volo-interrotto/
  • https://www.media.inaf.it/2017/01/29/disastro-challenger/
  • Piergiorgio Odifreddi, Il genio delle donne
  • Che t’importa di cosa dice la gente?, Richard Feynman cap 3 “Fatti nudi e crudi”
  • https://www.losal.org/schools/mcauliffe-middle-school.
  • https://challenger.org/?s=Christa+mcauliffe
  • https://www.nasa.gov/stem-content/christa-mcauliffes-lost-lessons/