Sophie Brahe

(Castello di Knutstorp, 22 settembre 1556 o 24 agosto 1559 – Helsingør, 1643)

Sophie Brahe nacque in Danimarca da Otto Brahe e Beate Bille. Suo padre era un nobile e un prestigioso Consigliere di Stato e la loro famiglia era molto ricca. Era la più giovane di otto fratelli, ma all’inizio crebbe senza il fratello Tycho, di tredici anni più grande di lei, che fu cresciuto da uno zio. Tuttavia il padre morì quando Sophie aveva soltanto undici anni e così Tycho divenne la sua figura paterna. Fin da ragazza Sophie non era interessata a diventare una nobildonna e voleva essere istruita, nonostante vivesse in un’epoca in cui il suo apprendimento era scoraggiato. Sebbene il fratello non la ritenesse capace di imparare le discipline scientifiche, presto egli rimase colpito dalla sua intelligenza e perseveranza e iniziò a darle lezioni di chimica, matematica, tedesco, latino, astronomia, alchimia e letteratura classica e la iniziò all’osservazione del cielo nell’osservatorio di famiglia.

Nel 1572, quando Sophie aveva tredici anni, ci fu un evento astronomico che attrasse l’attenzione del fratello Tycho: si trattava della “comparsa” di una “nova” ovvero una stella che aumentò la propria luminosità in modo improvviso e Sophie aiutò il fratello nelle osservazioni di quella che egli avrebbe chiamato “Nova Stella“.

Un’incisione tratta dal saggio “Astronomie Populaire”di Camille Flammarion (1880) ritrae Tycho Brahe che
osserva la supernova apparsa vicino alla familiare ‘W’
della costellazione di Cassiopea l’11 novembre del 1572.

La Supernova SN 1572, conosciuta anche come la Supernova di Tycho o “B Cassiopeiae” (B Cas), fu una supernova esplosa nella Via Lattea in direzione della costellazione di Cassiopea, e fu una delle otto supernove visibili ad occhio nudo nella storia umana. Fu osservata per la prima volta l’11 novembre 1572 proprio dallo scienziato danese Tycho Brahe, quando era più luminosa di Venere, e descritta nel 1573 nel suo libro De nova stella.

La “Nova di Ticone” rappresentata nell’opera De nova stella

All’età di quattordici anni Sophie aiutò il fratello nell’osservazione dell’eclissi lunare dell’8 dicembre 1573. La loro fama crebbe ulteriormente quando, nel 1577, identificarono la cometa C/1577 V1; questa cometa fu storicamente importante in quanto lo studio della sua traiettoria nel cielo permise a Tycho Brahe di dimostrare che le comete sono corpi celesti e non fenomeni meteorologici, come sostenuto invece da Aristotele nella sua opera Meteorologica.

La C/1577 V1 è stata una cometa non periodica chiamata la grande cometa del 1577.

Tuttavia, Sophie era una nobildonna e nel 1579 fu costretta a sposare un nobile uomo, molto più anziano di lei, ricco e potente, Otto Thott, e nel 1580 ebbe il suo primo e unico figlio, Tage Thott. Nel 1588 dopo la morte prematura del marito, ella si dedicò attivamente sia alla gestione della tenuta di famiglia e della casa che alla scienza: continuò gli studi di chimica e intraprese quelli di medicina, seguendo la dottrina di Paracelso. Nei giardini in cui coltivava erbe e altre piante, fece costruire persino un laboratorio che usava per gli studi alchemici e per produrre medicinali. Vari aspetti dell’alchimia erano legati al “lavoro femminile”, come cucinare e lavare, e l’alchimia spesso era una porta secondaria che permetteva alle donne di accedere alla comunità scientifica. Sophie ebbe molto successo in questo ambito e inviò persino un elisir per combattere la peste al Re Cristiano IV di Danimarca.

A partire dal 1589 Sophie riprese a collaborare con gli studi del fratello Tycho, recandosi più volte a Heveen, dove il fratello aveva eretto i leggendari osservatori di Uraniborg (“castello celeste”) e Stjerneborg (“castello delle stelle”). Tycho nutriva un profondo rispetto per Sophie e la chiamava la sua “Urania”, musa dell’astronomia, per via dello stretto rapporto che li univa: fu la sua assistente di ricerca in astronomia, astrologia e alchimia. L’importanza del lavoro dei fratelli Brahe è dovuta al fatto che essi furono i primi astronomi europei ad effettuare osservazioni regolari e a lungo termine sulla posizione delle stelle fisse e dei pianeti tramite sestanti, quadranti, sfere armillari e strumenti di osservazione da loro ideati, dato che il telescopio non era stato ancora inventato. Essi compilarono dati per interi decenni producendo la raccolta più accurata di osservazioni di posizioni planetarie relative alle stelle di sfondo che fosse mai stata realizzata, redigendo insieme un catalogo di oltre mille stelle fisse. Contrariamente al sistema geocentrico tolemaico, che poneva la Terra al centro dell’universo, i fratelli Brahe ipotizzarono un modello di universo in cui soltanto il Sole e la Luna ruotavano intorno alla Terra, mentre gli altri pianeti ruotavano intorno al Sole (sistema ticonico 1588).

Schema del sistema ticonico.
Gli oggetti su orbite blu (la Luna e il Sole) ruotano attorno alla Terra,
mentre gli oggetti su orbite arancioni (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno)
orbitano attorno al Sole; il tutto è circondato dalla sfera delle stelle fisse.

Tycho Brahe morì nel 1601, mentre Sophie morì nel 1643, all’età di 87 o 84 anni, a seconda dell’anno di nascita, un’età molto avanzata per l’epoca.

Targa commemorativa di Sophie Brahe nella città di Helsingør, Danimarca.

Oggi Sophie Brahe è ricordata come una delle prime ricercatrici e scrittrici Danesi e Scandinave. Diede un enorme sostegno a Tycho nelle sue ricerche e, nonostante i ruoli di genere accettati e una storia d’amore travolgente che la fece sprofondare nella povertà per un lungo periodo, fu perseverante e non smise mai di imparare, rappresentando un esempio di ciò che le donne tenaci e intelligenti possono fare se hanno accesso all’istruzione. Il contributo apportato da Sophie Brahe all’astronomia però non venne mai riconosciuto nella sua epoca ed oggi non è più possibile ricostruirlo poiché non esistono documenti specifici sulla sua opera. Nonostante l’insufficienza di documentazione, a testimonianza del suo contributo, Sophie viene menzionata nel De Tychonis Brahei Vita di Gassendi come una donna dotata di grande talento ed entusiasmo per la scienza: “Era stata esposta allo studio della matematica e, di conseguenza, non solo amava l’astronomia, ma era particolarmente pronta a impegnarsi in questi entusiasmanti studi astrologici“.

Nella città di Helsingør, in Danimarca, le è stata dedicata una strada.

Sophie Brahes Street, Helsingør.

Fonti:

https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Sophie_Brahe?uselang=it

https://caos-cultura.ch/index.php/scienza/63-sophie-brahe

Sara Sesti, Liliana Moro, Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie, Ledizioni, Milano 2020